A spasso nei dintorni di Roma: il Giardino di Ninfa

A Ninfa, vicino Cisterna di Latina (LT), si cela un antico tesoro, abbandonato e riportato alla luce numerose volte nel corso degli ultimi secoli. Il Giardino di Ninfa, infatti, fu donato, saccheggiato, abbandonato e poi bonificato, fino ad arrivare agli splendori di oggi, grazie alla tutela della Fondazione Roffredo Caetani.

E dunque, in attesa delle ottobrate romane, eccovi tutte le informazioni utili sul Giardino di Ninfa, per una passeggiata immersi nella natura e nella storia dell’agro pontino.

 

Il Giardino di Ninfa: una breve storia

Il Giardino di Ninfa prende nome dalla presenza di un tempietto di epoca romana dedicato alle Ninfe Naiadi, ninfe delle acque, posto proprio nei pressi del fiume Ninfa e dell’oggi omonimo Giardino.

La zona di Ninfa passò dalle mani dell’imperatore Costantino V Copronimo a quelle del pontefice Zaccaria con una donazione, entrando in questo modo ufficialmente a far parte dei possedimenti papali. L’area della cittadina di Ninfa era di rilevanza strategica per i traffici tra la Roma papale e le aree a sud della città, essendo la Via Pedemontana l’unica alternativa alla Via Appia quando questa era invasa dalle paludi.

La presenza della famiglia Caetani nella zona di Ninfa ebbe inizio quando Papa Clemente VII, membro della potente famiglia, aiutò suo nipote Pietro II ad acquisire la cittadina e altre aree limitrofe. Nel 1382 fu un altro membro della famiglia Caetani a saccheggiare e distruggere la città di Ninfa, a causa degli screzi interni alla famiglia e alla Chiesa in occasione del Grande Scisma. Dopo questo episodio la città di Ninfa non fu più ricostruita e i suoi pochi abitanti rimasti si trasferirono altrove, complice anche la malaria che infestava le paludi dell’agro pontino.

Oggi sono ancora visibili all’interno del Giardino i ruderi delle numerose chiese presenti a Ninfa.

A partire dal XVI secolo diversi esponenti della famiglia Caetani si avvicendarono nel tentativo di recupero della zona di Ninfa per riportare il Giardino e il Palazzo Baronale nei suoi pressi agli antichi splendori. Ma fu solamente verso la fine dell’‘800 che la famiglia tornò ad insediarsi nuovamente nella zona sotto la guida di Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onoraro Caetani, che decise di rendere il Giardino di Ninfa una giardino in stile inglese, senza però seguire un progetto preciso. Il Palazzo Baronale divenne in quell’occasione la dimora di campagna della famiglia. Ancora una volta una donna, Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, uno dei figli di Onorato, durante gli anni ’30 aprì il Giardino ad artisti e letterati affinché avessero un luogo dove incontrarsi liberamente e da cui trarre ispirazione.

E così, lungo i secoli, giungiamo al 1977, quando Lelia Caetani, figlia di Roffredo, decise di istituire una fondazione, la Fondazione Roffredo Caetani, che preservasse la bellezza del Giardino e del Castello di Sermoneta. È proprio grazie alla cura della Fondazione che oggi il meraviglioso Giardino di Ninfa è ben mantenuto e visitabile.

 

Il Giardino di Ninfa: perché visitarlo

Grazie alla posizione geografica strategica, l’area del Giardino di Ninfa è stata abitata e sfruttata durante i secoli, a partire dall’epoca romana fino ai giorni nostri. Al suo interno è perciò possibile ammirare i ruderi di costruzioni erette nel corso dei secoli da parte di tutti coloro che si sono trovati ad esercitarvi il proprio dominio. Oggi è possibile osservare da vicino i resti di alcune case e alcune chiese che facevano parte della città di Ninfa in epoca medievale. All’interno del Giardino sono inoltre presenti diversi ponti, risalenti ancora una volta a diversi periodi storici.

Ma l’attrazione principale del Giardino di Ninfa è certamente la sua ricchezza in termini naturalistici, grazie alla presenza di moltissime specie botaniche diverse. Dal momento della bonifica delle paludi che piagavano la zona circostante il Giardino, precedentemente infestate dalla malaria e concausa del trasferimento degli abitanti dell’antica città, la famiglia Caetani ha avuto cura di introdurre molteplici piante e alberi, alcune delle quali esotiche, creando un giardino botanico unico nel suo genere. In particolare, molto del merito di deve a Ada Bootle Wilbraham, che per prima volle creare il Giardino come lo vediamo adesso, pensandolo come un giardino all’inglese, ma senza un disegno ben preciso, volendo assecondare il proprio gusto e la crescita spontanea delle piante. Il giardino è stato allestito in armonia e nel rispetto dei resti delle antiche costruzioni ed ospita alcuni alberi davvero interessanti; ad esempio segnaliamo, nei pressi della Chiesa di San Giovanni la presenza di un acero giapponese a foglia rosa e davanti alla facciata della Chiesa di Santa Maria Maggiore di un bellissimo esemplare di cotinus coggygria (meglio conosciuto con il nome di Albero della Nebbia).

 

Il Giardino di Ninfa: informazioni utili

Il Giardino di Ninfa si trova in Doganella di Ninfa, Via Provinciale Ninfina 68, 04012 Cisterna di Latina (LT).

La visita al Giardino è esclusivamente guidata e a numero chiuso, al fine di salvaguardarne la bellezza e la pulizia. È aperto solamente in date predefinite, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00, ma è possibile richiedere aperture straordinarie in caso di gruppi organizzati o di gite scolastiche. La visita guidata dura circa un’ora ed è opzionale l’acquisto del biglietto d’ingresso all’Hortus Conclusus, un piccolo giardino all’italiana appendice del Giardino.

Il costo del biglietto intero per un adulto è di 12€ e l’ingresso è gratuito per i bambini e i ragazzi fino agli 11 anni.

Per saperne di più visita il sito ufficiale della Fondazione Roffredo Caetani.